La nostra missione

Tramite il cibo vogliamo  “educare” le persone a proporsi  agli alimenti vegetali. Perché?

Le motivazioni sono molte:

L’ecologia

le foreste pluviali vengono abbattute per creare pascoli per allevamenti di bovini destinati a fornire carne all’Occidente. (Fonte: Unimondo)

Nella foresta Amazzonica, il polmone della Terra che dovrebbe evitare l'emissione di CO2, l’88% del territorio disboscato è stato adibito a pascoli. (Fonte:The year the world caught fire. Rapporto del WWF dicembre '97)

In totale, la metà della foresta pluviale dell'America centrale e meridionale è stata abbattuta per far posto agli allevamenti. (Fonte: FAO e USA Agency for international developement)

Il ritmo di disboscamento è in rapida crescita.

Un altro fattore da non sottovalutare , causa di elevato inquinamento, sono le deiezioni animali. In Italia gli animali d'allevamento producono circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso contenuto organico non adatto quindi per essere usato come fertilizzante e che contengono prodotti chimici di cui gli animali sono imbottiti.

Il 18% del metano immesso nell'atmosfera è una delle cause dell'effetto serra e viene  emesso dagli animali d'allevamento (Fonte:World Watch Institute State of the World 2004).

In Italia gli animali equivalgono ad una popolazione aggiuntiva di 137 milioni, circa, di cittadini (Fonte: Le fabbriche degli animali, E.Moriconi, Ed Cosmopolis. 2001).

L'economia

La carne è una fabbrica di proteine alla rovescia, ne si immettono di più di quanto se ne ricavino. Si è arrivato a considerare l'animale una macchina produttrice che trasforma risorse vegetali in animali, ma il rapporto è completamente inefficiente.

Per produrre un kg di carne servono mediamente 15 kg di cereali, buona parte di essi in Europa è destinata ai mangimi per animali e non al consumo umano.(Fonte Database FAO, Food Balance Sheet, 2001). Questo causa anche inasprimenti nelle tasse sui prodotti animali e derivati.(si ricordino le quote latte)

L’acqua, fonte di vita, che viene utilizzata dalla zootecnica e dall’agricoltura, presenta dati sconcertanti infatti il 70% di essa è impiegata nelle irrigazioni di  coltivazioni destinate al bestiame e nell’abbeveraggio dei capi di allevamento. 

Una vacca da latte beve 200 litri d'acqua al giorno, un bovino o un cavallo 50 litri, un maiale 20 litri, una pecora 10 litri (Fonte: Le fabbriche degli animali, E.Moriconi, Ed Cosmopolis. 2001).

In poche parole servono 1milione di litri d’acqua per produrre 10kg di carne.

In Italia ci sono circa 6 milioni e mezzo di bovini d'allevamento (Fonte: Orlando Fortunato - Informatore Zootecnico 17 / 2008), nove milioni di suini (Fonte:De Santis A. (2006), La consistenza degli allevamenti bovini e suini al 1° giugno 2006, Tavole di dati del 9 novembre 2006, ISTAT),

La quantità d'acqua utilizzata solo per questi due capi dall'allevamento è notevole, senza dimenticare polli, vitelli, conigli, capretti etc etc.

Il Sociale

Il mondo moderno industrializzato minaccia l’ambiente naturale in svariati modi.

Queste constatazioni sono tema di discussione da anni  e, di come risolvere questo dramma, se ne e’ parlato in svariati modi ma  un fattore fondamentale viene quasi sempre  omesso o se ne parla in modo superficiale: l’allevamento intensivo. Allevamenti di bovini e altri animali destinati all’alimentazione umana, per il loro continuo consumo esponenziale di risorse sono i “cibi” (carne, latte, uova) più dispendiosi, inefficienti e inquinanti mai fabbricati: questo ha una ripercussione diretta, negativa e irrimediabile sui paesi più poveri.

Una grave causa che determina un forte impatto sociale è la fame nel mondo, che, a parere di alcuni esperti del settore, non è un problema causato dalla mancanza di cibo ma bensì da una sua distribuzione non omogenea e dagli sprechi enormi per produrlo. 36 dei 40 paesi  piu’ poveri esportano cibo verso gli USA ed EUROPA.

840 milioni di esseri umani, soprattutto bambini a sud del mondo soffrono di denutrizione cronica (fonte:FAO 2004).

L’Europa e’ in grado di produrre abbastanza vegetali da nutrire tutti  i suoi abitanti , ma non i suoi animali.Solo il 20% delle proteine vegetali destinati agli animali d’allevamento proviene dall’interno della comunità europea, il resto viene importato dai paesi del sud del mondo, impoverendole ulteriormente, e sfruttando le loro risorse ambientali. (fonte:commissione europea)

I paesi ricchi oggi  possono consumare così tanta carne solo perché sfruttano suolo e risorse dei paesi più poveri in cui il consumo di carne e’ quasi nullo.

Se tutti sulla Terra, adottassero un modello di consumo come quello oggi imperante nei paesi occidentali, il pianeta non reggerebbe e le risorse mancanti  lo provano.

Servirebbero almeno due volte e mezzo le terre emerse gia’ esistenti.

Viceversa se tutti riducessero sostanzialmente il consumo di carne, o ancor meglio adottassero uno stile di vita vegetariano e/o vegano ( senza latte uova e prodotti caseari) si potrebbero nutrire 11 miliardi di persone, circa il doppio di quella attuale.

La Salute

Non ci sostituiamo a nutrizionisti  o dottori ma è certo ed evidente che una dieta vegetariana  soddisfa tranquillamente e in abbondanza il fabbisogno nutrizionale del nostro corpo. Infatti un buon apporto di proteine e zuccheri utili al nostro sistema muscolare lo si può ricavare unendo legumi e cereali ad esempio.

Inoltre una dieta priva di grassi animali limita fortemente determinate patologie moderne, dovute al modo di vivere di oggi nell’occidente quali intolleranze alimentari, valori di colesterolo alti, obesità, difficoltà di digestione e così via.

Solo in questi anni abbiamo visto meglio le condizioni di questi poveri animali negli allevamenti intensivi e come essi vengono gestiti. Infatti vi sono spazi con luce ridotta, gli animali costretti a vivere uno ammassato all altro senza contare poi tutti i farmaci di cui essi sono imbottiti (antibiotici ad es.) per farli restare sani.

Da non dimenticare  i virus che milioni di animali in allevamenti si trasmettono creando stati di panico e pandemie  vedi mucca pazza aviaria pecore con afte e febbri suine.

L'Etica

La maggior parte degli umani dice di amare gli animali, ma l’evidenza lo nega (vedi circhi macelli  ecc.). Da questo presupposto in teoria non si dovrebbe mangiare ciò che si ama, tanto meno accarezzare magari un cucciolo on animale adulto in una gita fuori  e poi poche ore dopo lo si ritrova nel piatto. Come può sentirsi la coscienza della gente( a prescindere da qualsiasi cultura si provenga)che dice di amare gli animali? Purtroppo di indifferenza perché per molti amare gli animali vuol dire sono cani e gatti. Ma gli animali in fondo sono tutti uguali. Non esiste animale meno animale dell’altro.

Induismo, buddismo, varie forme cristiane e varie forme di ebraismo rispettano questo principio da anni. Pur essendo religioni diverse, tutti hanno in comune la non violenza e il rispetto della vita , sia animale e soprattutto quella umana. In questo mondo ormai ci sentiamo i dominatori invadendolo di costruzioni, pensando a nuove invenzioni, facciamo guerre inutili e “organizziamo” allevamenti intensivi.

Facciamo degli animali  ciò che vogliamo: vestiario, calzature, pellame, gelatine alimentari, trofei, circhi, cibo, insomma il vivere quotidiano e’ circondato da questi eventi  che si considerano nella norma , senza mai chiederci se  gli animali d’accordo .Per numerose persone questo e’  ancora necessario  , ma fondamentalmente sono solo le paure di dover cambiare abitudini e di sentirsi ‘’diversi’’ e fobici della novità a non far intraprendere nuove visioni di vita quotidiane e alimentari.

Le abitudini sono  facilmente sostituibili con prodotti più efficaci senza rompere quelle vecchie del vivere quotidiano.Anche perché  nel mondo globalizzato  l’informazione è  più accessibile e dunque basta aver voglia, forza e costanza di cambiare le proprie abitudini in meglio.. E gli stessi ‘’divertimenti’’ e ‘’abitudini ‘’per ‘’cultura’’ si possono sostituire in maniera non violenta con prodotti consoni ormai reperibili abbastanza facilmente per l’occidentale moderno.

E’ per questo che la Granveg  con i prodotti Fry’s che contengono i migliori ingredienti  rispettano tutte le tipologie di pensiero

degli individui spinti a cambiare alimentazione, per qualsiasi delle sopraccitate  ragioni, i nostri prodotti  curano tutti gli aspetti : dalle motivazioni sociali, salutistiche, animaliste, economiche, religiose, e ambientaliste e basta solo uno in ogni di questi principi per porci una forte motivazione per cambiare.

Poco e’ meglio di nulla, ma più alta sarà la diminuzione del consumo di carne, latte e uova fino anche al 100%, , maggiori saranno i benefici:per il pianeta, per i popoli affamati, ma anche egoisticamente per noi stessi , per la nostra salute.

Abbiamo un Potere immenso nelle nostre mani, non servono leggi , partiti, essere belli, brutti, poveri o ricchi, la decisione sull’alimentazione da seguire spetta solo a noi stessi e alla nostra coscienza.

ABBIAMO IL POTERE DI CAMBIARE!!!