ESSERE O NON ESSERE….VEGETARIANI?

di Stefania Presta

Fin dai tempi di Leonardo da Vinci, e ancor prima, c’era chi sosteneva che il nutrirsi di animali fosse sbagliato e non civile. Essere vegetariani era considerato, già allora, una presa di coscienza, una consapevolezza in più, avere una certa visione del mondo con meno violenza e meno morte e più senso di responsabilità civile.

Oggi, essere vegetariano o vegano, è considerato una tendenza, una moda, un modo di essere per apparire, che può risultare fastidioso per molti. Ed è per questo che per diventare vegetariani bisogna fare un’attenta analisi su se stessi considerando quali sono i reali motivi per i quali si vuole fare un passo così importante e apportare un cambiamento alla propria vita e alle proprie abitudini.

Perché essere vegetariano

Molti si domandano perché bisogna esser vegetariani, non si può mica rinunciare alla buona cucina!

Essere vegetariano non comporta affatto alcuna rinuncia in cucina. Anzi, siamo convinti che si apportino valori extra con il consumodi alimenti vegetali.

Tra i tanti benefici apportati da una dieta vegetale c’è la lucidità fisica e mentale: il nostro organismo funziona meglio se assumiamo alimenti facili da digerire senza sentire quel sintomo di pesantezza o acidità. Un pasto con proteine animali tende ad acidificare il nostro corpo, al contrario, se si assumono proteine vegetali, l’acidità superflua si abbassa

Inoltre essere vegetariani porta ad essere più empatici verso gli altri, umani e animali. Si raggiunge, quindi, un benessere completo con una forte componente spirituale perché non si parla solo di un rapporto con la natura ma di una vera amicizia verso ogni forma di vita che porta, appunto, al benessere e alla soddisfazione personale

Essere vegetariani per il tuo prossimo

Einstain sosteneva che bisogna essere vegetariani per il bene del mondo futuro. Fu probabilmente il primo a sostenere che il vegetarianesimo dovesse essere una necessità per la sopravvivenza dell’umanità, ritenendo che le scelte alimentari erano collegate all’equilibrio delle risorse del pianeta.

Oggi la nostra sopravvivenza vede una reale minaccia rispetto ai tempi trascorsi. Siamo circa 7 miliardi sulla Terra, con una stima di 9 miliardi nel 2050. Le risorse saranno comunque limitate e serviranno a nutrire una parte di popolazione, già sovralimentata, togliendo cibo a chi da sempre è denutrita o malnutrita.

Questo accade da sempre, c’è sempre una parte di mondo più fortunata e l’altra parte meno.
Si è ricorsi alla scienza per aumentare e migliorare le risorse idriche e alimentari, si stanno limitando le nascite, ma a che pro? Per un mondo senza bambini, senza futuro? Quindi una soluzione meno drastica è quella di evitare di mangiare carne, come sosteneva il grande fisico.

La carne, in ogni caso, non è un alimento sostenibile: per ottenere un chilo di carne occorrono 15 o 20 mila litri di acqua, mentre ne occorrono 1000 per ottenere un chilo di cereali. Senza contare che i capi di bestiame producono una gran quantità di anidride carbonica e consumano ossigeno , oltre a sottrarre alla Terra campi coltivabili o intere foreste.

Sappiamo bene che chi consuma carne ogni giorno non si rende conto di quello che c’è dietro, della sofferenza che ha provato quel povero agnello per essere stato ucciso incartato e pronto per essere cucinato per Pasqua. Ma se questo povero agnellino ci scorrazza davanti felice e saltellante siamo in grado di amarlo ed innamorarcene per quanto è dolce. La coerenza di pensiero è l’ingrediente principale da assumere giornalmente per farci svegliare e prendere coscienza delle azioni, a volte non necessarie, e sbagliate.

Siamo inoltre consapevoli che non si può esser pronti ad un cambiamento così drastico senza una guida o le giuste informazioni, perché si corre il rischio di stufarsi, di pensare che non si ha tempo e voglia per cambiare e ritornare alle vecchie e sbagliate abitudini.

E’ per questo che abbiamo creato questa mini guida che ti aiuterà a fare scelte consapevoli sul tuo cambiamento, educandoti a nuovi alimenti ed ispirandoti a migliorare il tuo stile di vita.

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Ridurre, o eliminare gradualmente, prodotti di origine animale dalla tua dieta potrebbe essere un buon proposito per il nuovo anno.

COME E’ CAMBIATA L’ALIMENTAZIONE DAL DOPOGUERRA AD OGGI

Robusto, sinonimo di sano; Magro, sinonimo di malato

Nel dopoguerra, gli italiani, furono dipendenti fino al 1950 circa dalle Carte Annonarie, (carte nominali che permettevano di acquistare beni alimentari e non in forma frazionata), note come le tessere della fame.

Durante il boom economico si assiste ad un vero aumento delle calorie: con l’aumento del reddito, aumentano le quantità di cibo. Si fa un uso eccessivo di carboidrati e soprattutto di proteine.

Nel 1968, anno memorabile, gli italiani si “sfondano” letteralmente di cibo, assumendo fino a 3000 calorie. Un evento storico nella storia dell’alimentazione.

Con la venuta del Carosello (programma televisivo della durata di circa 10 min con inserzioni pubblicitarie) e l’aumento dei supermercati, la tavola degli italiani viene trasformata.

Anche per i bambini cambiano le cose: le mamme rinunciano a cucinare pappe con ingredienti freschi, sostituendoli con pappe liofilizzate, omogeneizzati, biscotti industriali, latte condensato etc.

Si passa così, nel giro di pochi anni, dal poco al troppo! Gli italiani vengono bombardati dai consigli per gli acquisti e i bambini diventano sempre più sedentari infagocitando merendine, biscotti e bevande zuccherate.

Nelle case entrano sempre meno prodotti freschi, come frutta e verdura, e sempre più prodotti lavorati dall’industria alimentare. Il cibo diventa più rapido da cucinare ma si presenta con un’alta densità calorica.

Il consumo di prodotti dolciari industriali, dal 1960, è aumentato notevolmente, mentre è raddoppiato il consumo di carne e formaggi. Dal 1975 ad oggi il numero dei bambini in sovrappeso è triplicato: oggi 1 bambino su 5 è in sovrappeso.

Questo ha generato un dislivello economico che passa anche dalla tavola: da una parte troviamo le famiglie attente alla qualità e la quantità del cibo ma anche attenta alle calorie; dall’altra, soprattutto famiglie in difficoltà economiche, troviamo chi si nutre in modo scorretto, malsano ed eccessivo. Possiamo quindi evincere che l’Italia anche in questo caso è divisa in due, chi può permettersi del cibo di alta qualità come il biologico e chi si deve accontentare del cibo low cost.

C’ERA UNA VOLTA IL CIBO POVERO

Oggi, i cibi considerati “poveri”, sono paradossalmente i più ricchi. Ma perché un alimento è considerato povero? I legumi erano considerati la “carne dei poveri” proprio per il loro alto contenuto di proteine. Alcuni alimenti, come patate, cipolle e altri ortaggi erano considerati poveri perché erano facili da coltivare ed erano considerati cibi dei pover perché durante le carestie questi alimenti hanno salvato intere popolazioni.

Negli anni 50 la colazione dei bambini era costituita da pane raffermo inzuppato nel latte, un frutto e talvolta un pezzo di cioccolato per merenda. A pranzo e a cena si alternavano pasta fresca, minestre, legumi, verdure e formaggio, la carne veniva assunta solo ogni tanto.

Grazie a questa dieta tutti erano più magri, c’erano meno malattie cardiovascolari, meno casi di cancro. Tuttavia potevano esserci dei gravi casi di carenze alimentari con conseguente diminuzione dell’aspettativa di vita. Si può dire che oggi stiamo decisamente meglio.

Negli anni 60 il consumo di zucchero era limitato a qualche grammo al giorno per persona, oggi si parla di decine di grammi per persona al giorno causando, soprattutto nei bambini, casi di obesità.

Le merende erano costituite da pane e pomodoro, pane e marmellata, (alimento esistente da sempre e prodotta solo una volta l’anno con la frutta che durava poco) e il 65% delle energie derivava generalmente dai cereali. Oggi, noi, ci limitiamo a pensare che possiamo ridurre il nostro peso eliminando pasta e pane senza renderci conto che non sono i diretti responsabili dei chili di troppo.

Ad incidere sul sovrappeso è, per lo più, lo scarso movimento, infatti ai nostri ragazzi manca una vera attività ludico-fisica, uscire per fare una passeggiata, le piazzette, i cortili….La preoccupazione che fuori possa succedere qualcosa porta i ragazzi ad una maggiore sedentarietà e questo li “costringe” a trascorrere il tempo a casa davanti ad un dispositivo elettronico saccheggiando le infinite dispense di cibo spazzatura e mangiare per noia.

Generalmente le ore di attività sportive scolastiche ed extrascolastiche non superano le 3 h. settimanali (escludendo l’agonismo) tempo non sufficiente al corpo per smaltire qualche chilo di troppo. Ed è per questo che bisognerebbe spronare i propri figli a fare, almeno, lunghe passeggiate, accompagnarli, ove possibile, a scuola a piedi o con i mezzi pubblici, ed iscriverli a qualche attività sportiva extra scolastica.

È ormai chiaro che una dieta varia, e possibilmente con più proteine vegetali, giovi alla salute, vi invito quindi a scoprire i prodotti Fry’s, utili a diminuire il consumo di carne è a fare scelte consapevoli.

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Quindi godiamoci qualche piatto di pasta o un panino in più, con ingredienti semplici buoni e naturali, evitiamo cibi troppo lavorati e trascorriamo meglio il tempo libero con lunghe passeggiate e più attività fisica!